Stemma Comune di Serramanna
Cenni sul territorio e la sua storia
Informazioni generali
  • Latitudine 30°25’20" longitudine dal meridiano di Cagliari 0° e 12’.
  • Superficie chilometri quadri 83,89.
  • Abitanti 9.463.
  • Altezza media sul livello del mare metri 38.
  • Distanza da Cagliari Km. 31.

Popolazione

Serramanna conta oggi poco meno di 9.500 abitanti, esattamente 9.463 di cui 4.696 maschi e 4.767 femmine suddivisi in 3.267 famiglie e cinque convivenze. La popolazione assai stabile quantitativamente, ma in continuo progresso sino alla fine degli anni ’80, quando è stata superata la soglia dei 10.000 abitanti, è ora in lento regresso con un saldo annuo negativo di circa 50 abitanti.

Storicamente è documentato che il paese, nel 1849, contava 2.486 abitanti, distribuite in 659 famiglie e in 575 case. Per curiosità, si contavano 1.268 maschi, di cui 743 scapoli, 478 coniugati e 47 vedovi mentre le femmine erano complessivamente 1.218 di cui 642 nubili, 468 coniugate e 108 vedove. Per quanto riguarda l’istruzione le persone che sapevano leggere e scrivere erano circa 60.

Il numero degli abitanti di Serramanna è andato via via crescendo, pur senza picchi eclatanti in senso positivo, una crescita dovuta a una situazione favorevole dal punto di vista socio-economico che ha fatto sì che nel 1938 il paese contava 5.408 abitanti, nel 1950 circa 6.000 abitanti, nel 1960 poco più di 7.000 abitanti, nel 1970 8.500, nel 1980 9.500, sino ad arrivare al 1990 dove gli abitanti erano circa 10.000 sino ai giorni nostri dove gli abitanti si sono ridotti a meno di 9.500 come detto all’inizio. Il decremento, unito all’invecchiamento della popolazione, è dovuto al diminuito numero dei matrimoni, causa scarse prospettive di lavoro per le giovani leve, con naturale calo delle nascite, e, quindi, con un saldo nascite/morti con segno negativo cui si deve aggiungere un saldo, sempre negativo, immigrazioni/emigrazioni.


Notizie Geografiche e Storiche

Il centro abitato è situato sulla sinistra del fiume Mannu, in una delle zone del Campidano di Cagliari più intensamente sfruttare per la fertilità delle sue terre. La superficie è tutta in piano e tuttavia si può distinguere in due regioni di livello diverso; la regione orientale è in un piano leggermente rialzato e quella occidentale, su un piano di circa venti metri più basso, con la massima depressione in prossimità della confluenza del fiume Leni e del fiume Mannu. Le campagne di Serramanna sono state sfruttate sin dalla più remota antichità anche perché; ricche di vene d’acque pure e salubri tra le quali erano note, come riportato nel "Dizionario Geografico-Statistico-Commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna" a cura del Prof. Goffredo Casalis, del 1849, quelle di "Montunali", "Banju de ludu", "Turrita", "Mitza Porcedda" etc. Con il passare del tempo si è andati da un’agricoltura di tipo estensivo, principalmente grano e pascolo, ad una di tipo intensivo con prevalenza di colture ortofrutticole, in buona parte carciofai e agrumeti, dopo il quasi completo abbandono dei vigneti.

Il Comune di Serramanna fu frequentato dall’uomo sin dalla preistoria giacché; nelle sue campagne sono stati rinvenuti reperti oltre che di era preistorica anche di età nuragica, cartaginese e di epoca romana. L’abitato, quale unico agglomerato urbano, ebbe origine dall’unificazione di piccoli centri sparsi nelle campagne circostanti nei quali vivevano genti che praticavano l’agricoltura e la pastorizia, intorno a due strade longitudinali denominate, una Bia de Casteddu (attualmente Via Roma), l’altra Bia de Serra (attualmente via Serra). Il nome di Serramanna deriva, probabilmente, da serra (alture caratterizzate da un profilo irregolare e quindi più o meno seghettato) e manna (magna) cioè grande. Nel medioevo il territorio appartenne al Giudicato di Cagliari. Dopo il 1257 fu annessa al Regno di Arborea al quale rimase sino al 1297, anno in cui per disposizione testamentaria fu ceduta al Comune di Pisa al quale venne sequestrata dai catalano-aragonesi all’atto della prima conquista dell’isola. Nel 1324 Serramanna e Villacidro venivano concesse dall’Infante Alfonso (figlio di Giacomo II e comandante della spedizione militare di conquista) ai Cespujades, la casata di appartenenza dell’ammiraglio reale Bernardo Cespujades (protagonista dello sbarco catalano-aragonese nell’isola), estintasi nel 1392 senza eredi. Successivamente Pietro IV il Cerimonioso la assegnò in feudo a Giovanni Civiller, dalla cui famiglia passò più tardi ai De Besora in portata in dote da Aldonsa Civiller al marito Giacomo Besora e nel 1404 Aldonsa De Besora riconobbe al paese ampie libertà e franchigie. Serramanna rimase nel feudo di Villacidro spettato, come abbiamo visto, prima ai Civiller quindi ai Besora, infine fu oggetto di una lunghissima lite tra i De Gerp e gli Alagon. La lite ebbe una tregua nel 1506 quando Serramanna e Villacidro spettarono ai De Gerp, mentre gli Alagon si tennero Villasor e la parte meridionale del feudo. La causa si chiuse definitivamente nel 1526, per intervento diretto dell’imperatore Carlo V. Estintasi la casata dei De Gerp, alla fine del cinquecento, il fisco vendette il feudo a Giovanni Gerolamo Brondo e nel 1613 un suo nipote, Antonio, ebbe il titolo di conte di Serramanna. In questa epoca sorgevano nell’attuale territorio del Comune di Serramanna numerosi altri centri abitati quali: Bangiuludu, Saboddus, Santu Deu, Santa Giuliana, San Pietro, Santa Maria di Monserrato ma già alla fine del 1500 questi paesi erano ormai da tempo completamente spopolati. Il feudo passò successivamente, negli anni trenta del 1700, ai Bou Crespi, famiglia feudale valenzana. Il riscatto definitivo e quindi la nascita ufficiale della comunità di Serramanna avvenne nel 1838.


Archeologia e Arte

In regione Cuccuru Ambudu (ad ovest dell’abitato) è stato rinvenuto il menhir Perda Fitta in granito (alto metri 1,65), che è un masso naturale appena sbozzato per tentare di dargli l’apparenza di una statua con numerose coppelle simulanti le mammelle realizzate a rilievo sulla pietra. Il menhir che, nella posizione e nel taglio degli occhi e della bocca, si accosta alla statua menhir trovata all’interno dello sperone con recinto megalitico di Filitosa-Sollacaro (Corsica), rappresenta la Dea Madre.

In agro di Serramanna sono note le tracce di alcuni nuraghi, nelle località Bruncu Gattus, Santa Luxeria, Su Muntunali, Bia Biddarega, Bia Munistei costruiti con diversi materiali quali arenaria, calcare, granito nei dintorni dei quali si trovano resti di abitati romani quali frammenti di embrici e ceramica di quella epoca in superficie.


Edifici di Culto

La chiesa parrocchiale di San Leonardo è ubicata nella piazza Martiri e la sua edificazione risale al XV secolo e, in epoche successive, è stata oggetto di modifiche e ampliamenti. Presenta una interessante fusione di forme gotico-catalane, aragonesi e rinascimentali. Il portale principale, cuspidato, è ispirato a quello di sinistra del duomo di Cagliari. La facciata, a profilo orizzontale, con coronamento merlato, è fiancheggiata da un campanile a pianta ottagonale. L’altra chiesa parrocchiale, dedicata a Sant’Ignazio, sorge alla confluenza del viale Sant’Ignazio con corso Europa e, pur se di costruzione recente, presenta interessanti soluzioni prospettiche, che saranno sicuramente valorizzate dopo la completa sistemazione dell’area circostante. Altri edifici di culto sono la chiesetta di Santa Maria, situata alla confluenza dei fiumi Leni e Mannu, caratterizzata da un ampio loggiato che si prolunga sui fianchi, ove ha luogo, l’8 settembre la festa principale del paese; la chiesetta dell’Angelo, nei pressi della quale vi è il Museo di arte sacra, e la chiesetta di San Sebastiano, quest’ultima sconsacrata, di proprietà dell’Amministrazione comunale che, ristrutturata è sede di mostre, convegni etc.


Economia

L’economia, ancora oggi, così come nel passato, poggia prevalentemente sull’agricoltura di tipo intensivo, con ampie superfici sulle quali si distendono carciofai ed altre coltivazioni ortofrutticole, che fa da traino ad altre importanti fonti economiche quali l’industria agro-alimentare, il commercio e l’artigianato.